andy's profileOTTANI, ORSETTI E QUANT'...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    September 09

    però, ne scrivevo di stronzate

    Mi compiaccio dei testi del passato. Forse tornerò
    June 16

    Avevo un blog come questo una volta

    Ho quasi trent'anni. Potrei essere mio padre.
     
    Distinti saluti.
    Ca, 16/06/09
    April 03

    il potere della mammella

    Una mamma natale dai seni prominenti, la cui foto risiedeva sul mio blog, oramai dimenticata, mi è costata mesi di assenza dalla rete.
    L'autorità divina che veglia sulle vostre coscienze internaute e sugli spaces di msn non ha avuto scrupoli.
    I seni, che ci hanno reso bambini forti in tempi puerili, ora ci si ritorcono contro.
    Non solo distraendoci quando li si incrocia per strada.
    Non solo schiavizzando le nostre vite per accedervi col senso tattile e suzionistico.
    Ma anche togliendovi da internet, questo internet dove a quanto pare i seni non sono graditi.
    Non voglio più avere nulla a che fare con queste diaboliche mammelle.
    Mi farò un antitettanica.
    February 07

    Caro babbo Natale, fai morire Costanzo e la De Filippi

     
     
    Caro Babbo natale, capisco lo sgomento nel ricevere la mia letterina a febbraio, però prenditela con Jerry Scotti.
     
    Amico panzone munito di curiosa cuffia, tu rendi noi bambini molto felici.
    In alcuni natali ci hai reso mediamente felici.
    Spesso durante l'anno non ci rendi felici, tipo a pasqua dove non hai mai fatto nulla di particolare.
     
    Che simpatico sei quando il 25 dicembre porti doni a noi bambini, o porti Doni in nazionale. 
    Sei l'impiegato della Cocacola più simpatico, o almeno uno dei primi 4.
     
    Scusa se ti scrivo solo ora: -solo ora-
     
    Tu guardi la tv caro Babbo Natale? intendo dire accesa, anche se quelle al plasma non sono male anche da spente.
    Io ho la mia tv, sai babbo natale? ha 14 pollici, come 7 persone.
    La mia tv è a colori e ci sono quasi tutti.
    C'è anche l'indaco, che è stato eletto dalla giunta dei colori.
     
    Dentro la mia tv c'è anche Antonello Lai, e non era scontato che riuscisse a starci.
     
    Sai babbo natale, che figata è la tua giacca trandy rossa con rifiniture in pelo bianco.
    Ti voglio bene, ma non in senso gay.
     
    Oh, Father Christmass, you are so fat and red.
     
    Ti scrivo, Gent.mo Dott. Natale, perchè soddisfi i desideri racchiusi nella mia lista.
    E dov'è questa lista? non la vedi, lì stà. (mi riservo il diritto di togliere questa batutta)
     
    Oh babbo natale, che hai pure le canzoncine tutte campanelle e scintillii.
    Quanto calzano le renne?
    I sacchi coi doni sono inl liuta?
    La liuta è un luito ma non a forma di pene?
    La slitta è euro 5?
    Quante domande avrei da farti amico Natale.
     
    So che fremi perchè vada al dunque e so anche che poi le cose troppo lunghe nei blog prendono alle balle.
    Quindi ecco il punto. Eccolo si, veniva dopo la parola punto
     
    Lista dei desideri:
     
    1) Vorrei che tu togliessi la vita agli affiatati coniugi Costanzo-De Filippi
     
    Con lui sarà facile, oramai biascica anche da sobrio e nessuno di noi capisce più cosa voglia dire.
    Dopo tanti anni passati a defecare sulla cultura e il mondo della televisione italiana, ora non è più in foma come un tempo e sono certo gradirebbe un'eutanasia.
    Anche se la chiedesse non lo capiremmo: "e vabbeh, mi fate un eushffhhsnasia".
    E' un peccato vederlo ridotto così, non riesce nemmeno più a sminuire gli artisti riduncendoli al ruolo di sottobicchieri.
    No babbonatale, non è giusto, affogalo nei suoi stessi baffoni del passato, magari in diretta.
     
    Con lei sarà più difficile, la tizia si presenta ancora in forma e in grado di concimare tutto ciò che tocca. Una grande risorsa per il settore agrario.
    Babbonatale con le tue manone panciute potrai però facilmente perquoterla e poi discutere sull'accaduto con i cerebrolesi che starnazzano nelle sue pregiate trasmissioni. Poi un bel balletto in cui si potrà diventare famosi calpestando le sue carni ormai abitate da vermi di varia misura.
     
    2) vorrei il camper della Lego con alcuni omini aggiuntivi
     
    Dai amico Natale, so che puoi farlo, sono stato un bravo bambino per tutto l'anno, compresi gennaio e febbrario, quasi 14 mesi.
    Non ho guardato nemmeno una volta quelle trasmissioni della defilippa per lavascale depresse, con tutto il rispetto per le lavascale non depresse.
    Non ho provato a tradurre il Costanzo pensiero decifrando la sua bava sedimentata.
    Non ho quasi mai osservato i sederi delle ballerine di saranno lebrosi.
    Non ho pensato che proporre in tv persone che sarebbe vergognoso vedere anche per strada fosse una cosa giusta.
    Non ho pensato che prendere Lopez e vestirlo da canguro rientrasse nel campo della dignità.
    Non ho smesso di preoccuparmi quando Claudio Lippi diventava rosso con le coronarie in subbuio.
    Non ho mai pensato che qualcuno seduto su un trono in tv, valesse più degli ultimi sgocciolii di una serena pisciatella.
     
    Grazie Babbo Natale.
     
    P.S. avrei voluto chiedere la pace nel mondo ma penso che questo desiderio sia più urgente.
     
     
     Esempio di babbo natale che si affretta a accontentarmi
    babbo_natale_vespa
     
     
     
    Coppia di scellerati durante la pianificazione della distruzione del mondo
    med_costanzo-defilippi
     
     
    Camper della Lego
    6638_1
     
    Babbo Nadal
    nadal
     
    February 02

    La sicurezza che mi rassicura

     
    Tutti noi siamo stati bambini.
    Quand'ero bambino io, avevo appena compiuto 5 anni.
    Già da 3 o 4 anni se la memoria non m'inganna ero presente sulla terra e privo di placenta.
    In quegli anni Bim Bum Bam non era niente male.
     
    Si poteva girare per strada perchè il fenomeno pedofilia non si presentava sotto forma di terrorismo giornalistico.
     
    Si poteva girare per strada nel caso in cui si fosse voluto ottenere uno spinello per strada.
     
    In quei lontani anni le nostre mamme non disifettavano qualunque cosa. Si poteva anche toccare il cane e il pavimento.
    Per correttezza il cane e il pavimento non tentavano di disinfettare le nostre mamme.
    Si poteva addirittura tornare a casa con le ginocchia sbucciate. Le nostre mamme sapevano che laddove vi è sbuccìo, vi sarà un domani nuova pelle.
    Si poteva addirittura tornare a casa e trovare delle patate sbucciate.
     
    Si giocava per la terra, si usciva senza sciarpa, si creavano percorsi nei campi di margherite, si lasciava che bruchi di varia lunghezza passeggiassero nelle nostre mini-mani.
     
    A pochi metri dalla riva vi erano piattaforme lignee improvvisate da cui potersi tuffare.
    Non c'era bisogno di una legge contro la piattaforma perchè un "occhio ai chiodi sporgenti" era sufficiente.
     
    Le auto non avevano abs, esp, usb, usl, urss e vari altri sistemi utili a salvarci la vita. Però ci si poteva recare con la famiglia in vari luoghi distanti dagli 1 ai 250 chilometri o oltre se muniti di mezzo anfibio.
     
    Nelle architettura di quei colorati anni 80, si poteva anche saltare dai muretti senza ringhiere, senza paura di morire.
     
    In tv quegli snaturati di adulti ci consentivano di guardare cartoni animati ricchi di pugni rotanti, lame rotanti, dischi rotanti e altri svariati accessori rotanti.
     
    I nostri fratelli maggiori andavano sui loro Piaggio Si privi di casco eppur molto spesso tornavano a casa vivi.
    Non ho il casco ma non casco, potremmo dedurre.
     
    Ripensandoci ora, il mondo delle nostre infanzie era piuttosto insicuro e possiamo consideraci fortunati a essere sopravissuti.
    Probabilmente abbiamo anticorpi cazzutissimi e una fortuna mica male.
     
    Poi però qualche buontempone ha introdotto il favolso concetto di SICUREZZA
     
    SICUREZZA
     
    Parola chiave che fa scattare il seguente processo mentale:
    Se applicata al singolo individuo beh, non ci sentiamo particolarmente turbati, siamo cresciuti in quel famoso mondo di adulti snaturati anni 80 con ciuffi scolpiti e materie plastiche addosso e siamo quindi smaliziati verso le fobie del vivere.
     
    Proviamo invece ora a applicare questa nuova parola, SICUREZZA, ai nostri ipotetici figli.
     
    Ipotizziamo ora di trovarci in un simpatico simposio di generosi genitori.
    Supponiamo che ognuno di noi possieda un figlio procapite/annuo su base istat.
    Ora si parla di quanto ognuno di noi genitori ipotetici tenga ai propri ipotetici figli.
    Sopratutto i genitori donne ci tengono moltissimo a sentirsi delle ottime madri.
    I genitori uomo non ci tengono affatto ad'apparire delle ottime madri.
    Però non disdegnano di essere degli ottimi padri.
    Così inevitabilmente il parametro su cui si basa la discussione diviene la salvaguardia del di ognuno figlio.
    La salvaguardia dell'esemplare di uomo bambino è ottenibile solo tramite la messa in opera della sua SICUREZZA.
    Ogni genitore dirà dunque a che livello di sicurezza si trova e i meno sicurezzizzati si sentiranno delle cacche di genitore snaturato.
     
    Vediamo l'esempio del documento filmato che segue:
    Genitore 1: Io ho comprato a mio figlio Carotide il caschetto per andare in bici, non lascerei mai che cadendo egli si sbucci la testa
    Genitore 2: Io prima di lasciarlo andare in bici, disinfetto con un apposito prodotto il manubrio di Gastrite
    Genitore 3: Io disinfetto tutto intero mio figlio Sepolcro così sono sicuro che nessun acaro lo acari.
    Genitore 4: Io ho comprato a Pompa la bici con certificazione del TUV così anche in caso di caduta nessuna vita potrà ferirlo.
    Genitore 5: Io prima di farlo andare in bici nutro mio figlio Singulto con prodotti privi di elementi tossici.
    Genitore 6: Io applico sulla bici di Varano una webcam per accertarmi che segua solo percorsi ciclabili così non finisce nel fosso
    Genitore 7: ma sai.. io... lascio che mio figlio Baratro prenda e vada e si diverta e giochi nella terra e cada.. sai sono ragazzi.
    Gli altri genitori, da 1 a 6, però col genitore 7 presente: si, si, ognuno educa i figli come crede.
    Gli altri genitori, da 1 a 6 però dopo che il genitore 7 se n'è andato: Ma hai sentito cos'ha detto il genitore7? non ama i suoi figli, io non so come faccia, poi sono quelli che finiscono sui giornali. Davvero un incosciente. Suo figlio morirà. Povero Baratro
     
    Come avete visto il povero genitore 7 del documentario, viene socialmente declassato a genitore cacone.
     
    Povero Baratro.
     
    Proiettando il genitore 7 in un turbine quantistico vedremmo che riflette il genitore tipo anni 80 che ci ha in effetti cresciuto vivi fino ai giorni nostri, mentre i poco corretti genitori da 1 a 6 rappresentano il prototipo di mediaticamente succube della SICUREZZA dei giorni nostri.
     
     
    Verrebbe da pensare che tutto ciò sia la giusta evoluzione sociale.
     
    Mi viene però un dubbio ogni volta che da una modificazione sociale derivano grassi guadagni.
    Pensiamo al fatturato che si cela sornione dietro la sicurezza:
    Il casco di carotide (€ 50,00), il disinfetta-manubri di Gastrite (€ 13,00), la disinfestazione di Sepolcro (totale € 25,20), la bici certificata Tuv di Pompa (€ 343,15), il lauto pasto salubre di Singulto (€ 18,50), la webcam per monitorare Varano (€ 20,00 + installazione  € 27,00/ora).
    Per un totale di svariati euro a mq.
    Nessun'euro speso per il povero Baratro, tranne forse la bici, ereditata però dal fratello Sfiato.
     
    Effettuo qunque una verifica incrociata controllando se a questo goloso giro di quattrini corrisponde una campagna mediatica (con cespugli mediatici e mucche mediatiche) atta all'inculcarci l'urgenza della SICUREZZA che anni prima non avevamo.
    Ma anche atto a incularci con SICUREZZA.
     
    Verifico in effetti che il mondo pubblicitario pullula di frasi chiave come "per la sicurezza del tuo bambino" - "la sicurezza è importante, non risparmiare sulla sicurezza" -  "perchè io valgo" (disse un alluce)
     
    Vi è dunque un piano totale globale doppiamente segreto e  consumisticamente focalizzato congeniato per trasferire il denaro dalla tasca al produttore facendo leva sul bombardamento che ci fa credere che la sicurezza non sia prescindibile.
     
    La SICUREZZA non è niente male, meglio avere una tuta sicura in moto che il pigiama.
    Ma il punto non è la natura del prodotto per la nostra sicurezza ma il mercato della sicurezza, vicino al mercato ittico.
     
    In una qualche percentuale che non conosco, ma credo attorno all'80% se non addirittura 70%, del mercato della sicurezza si poteva fare a meno.
    Oppure sarebbe stato bello poter scegliere, ma in un mondo dove si viene marcati a fuoco come dereliti come il povero genitore 7, non vi è spazio per la scelta. Si deve spendere il danaro per la SICUREZZA.
     
    Povero Baratro.
     
    Che bello poter scegliere.
     
    La morale della favola è che nel 2025, gli amici bimbi dell'esperimento saranno tutti vivi.
    Il povero Baratro però, prenderà meno spesso l'influenza e si sarà divertito di più.
     
    Per sicurezza lascerò sempre il mio futuro figlio, Gasdotto, davanti ai marzianetti di un qualche videogiuoco davanti alla tv, fissandola perchè non cada sopra di lui e lavando per bene il divano dove sagomerà in maniera chiappoidale i cuscini.
    Nessuno mi potrà criticare.
     
    ti voglio bene, Gasdotto.
     
    foto 1 Esempio di figlio messo in sicurezza e al riparo dagli spifferi
    foto 2 Un genitore educe suo figlio sui pericoli della vita
    foto 3 Esempio di guadagno
     
     
     
     
     
    December 07

    Blog 1 - Cartastampata 0

    Il delirio che segue, non privo di alcune parolacce come "scemo" o "addirittura", prende spunto da un articolo apparso su un noto quotidiano locale.
    Ogni riferimento a me, a lei e a quotidiani realmente esistenti è da considerarsi frutto delle penne all'arrabbiata di ieri a pranzo.
     
    Prima di gustarvi la mia disamina leggete quanto questa signorina giornalista esperta delle nostre vite scrive:
     
    Avete letto? bene, metteteci delle fodere e dei cuscini.
     
    Chi mi segue da tempo sa bene come la pensi sui deliri adolescenziali che infarciscono di nauseabondi commenti il mondo dei blog.
    Chi mi segue da tempo sa anche che strada faccio per tornare a casa.
     
    Noi giovani non leggiamo i quotidiani.
    I sociologhi hanno osservato che noi giovani non leggiamo i quotidiani.
    Noi giovani scriviamo eseguiamo blog.
    I sociologhi hanno osservato che noi giovani eseguiamo dei blog.
     
    Mica male questi sociologhi, che hanno un grande spirito di osservazione.
    Io ho osservato che se c'è molto traffico, la gente al volante si innervosisce.
    Sono un sociologo.
     
    Ora la mia disamina si articolerà su tre grandi temi:
    1-la signorina giornalista del quotidiano locale
    2-questi amici sociologhi che ci osservano senza farsi scoprire
    3-i giovani non leggono i quotidiani (composto solo da questa riga)
     
    1 - signoria giornalista
    Ho riletto varie volte l'articolo che mi ha consentito di articolare questo articolato, allegorico insieme di pensieri che sto ancora scrivendo e nel quale penso di essere circa a metà, e tuttavia non capisco.
    Non capisco come lei possa snociolare un discorso su chi usa il blog per nascondersi mentre lei usa una nota sociologa come capro espiatorio per dire cosa pensa, senza far apparire che lo pensa. L'asino che dice piedone al topo muschiato.
    Potrei scrivere un articolo anch'io "un signore mi ha detto che odia internet".
    I genitori d'altro canto lo dicono spesso, arrestano un pedofilo e loro dicono "custu internet..." con aria affranta.
    Ma da che parte sta questa cronista della cronaca di qualcun'altro?
    Vorrei equiparare la cosa a un profano che cita uno scienziato che parla di buchi neri?  "Pino Lo Scienziato sostiene dunque che questi buchi neri sono piuttosto scuretti e umidicci" ma poi ribatte con "nessuno ha mai visitato questi luoghi ameni, ma si ipotizza non siano molto differenti da altri buchi neri molto più piccoli presenti anche sul corpo umano".
    In ogni caso come l'astice astioso insegna, sono stato tirato in ballo in un asettico calderone e giustamente, a priori, mi girano le balle.
    Sopratutto non colgo il perchè dell'ordine della citazione: adolescente idiota - io - adolescente idiota. Forse dovre fare del sesso a 3 con 2 adolescenti idiote. Ci penserò.
     
    2-questi amici sociologhi, sbarazzini e coccoloni, questi amici sociologhi, questi amici sociologhi.
    "e io che in ogni città ci affondo la faccia, del loro culo sporco non ho mai sentito traccia" diceva Fumo degli Lhp ai tempi delle posse anni 90.
    Potre scommettere fino a 6 euro che questa studiosa sociologa socievole ha proceduto nel seguente modo:
    1) un tizio, suo amico zuzzurellone le ha detto "hei, hai sentito di questi blog?" - "dello smog?" - "no i blog" - "e cosa divoloso sono?"
    2) segue domanda a amico esperto di internet e risposta tipo "sono dei sitini piccini dove i ragazzini parlano dei loro problemini"
    3) ricerca e lettura rapida di 3 o 4 blog e domande a campione (tempo richiesto dallo studio, giorni 2)
    4) pensiero tra se e se "hai visto sta storia dei blog, tipo diario, però pubblico" (caspita che intuizione n.d.r.)
    5) dirò al mondo come funziona questo fenomeno di diario però pubblico
    6) articolo della giornalista dell'unione relativo al suo studio
    7) articolo sul mio blog relativo allo studio sullo studio
    8) commenti sul mio blog
     
     
     
    September 14

    Il tele-non-comando e i suoi nemici naturali

    Lo strumento infernale è lì poggiato sul tavolo.
    E’ statico e ricoperto di tasti.
    Li senti col dito, se li tasti.
    Serigrafie alfanumeriche lo adornano donandogli quell’ostile aspetto da marchingegno del demonio.
     
    Il cane è seduto, ansima ma senza troppa enfasi, guarda la pentola.
    La pentola non guarda il cane ma anche lei ansima fumosa.
     
    Tempo variabile, poco mossi gli altri mari.
     
    L’apparecchio plastico è in stasi in posa plastica.
     
    Noi lo maneggiamo con destrezza funambolica, lo afferriamo con sprezzo mentre passiamo rapidi al lato del tavolo, lo stringiamo morbidamente  e lo azioniamo sicuri con la rapida pressione dell’allenato polpastrello.
    Come delle adorabili Carla Fracci dell’etere, libelluliamo nel nostro stesso focolare domestico con sguardo soave.
     
    In rapida successione italia1, raidue, Zona franca con Ziu Lai.
     
    Dopo 3 secondi quando va bene decidiamo di premere ancora il tasto canale+ e di trasportare la nostra distrazione su altre frequenze nella speranza di trovare quella fugace immagine che ci impressioni in sovrimpressione.
     
    Lo chiamavano trinità, un’orca che ingoia leoni marini, una puntata di yattaman, un paio di tette.
     
    Tutto questo tutti i giorni.
    Sempre più apaticamente.
    Facile e comodo.
     
    Il genitore è li appostato, legge distrattamente la pagina dei morti del suo quotidiano preferito. Ecco scorge un parente di un amico di un tizio che usciva nella piazza del suo paese. Morto a 77 anni. “è morto Nunzio, era giovane”
     
    L’altro genitore prezzolato per spezzettare prezzemolo onde nutrirci, è attratto dalla notizia: “è morto Nunzio? Ma chi era? ..quell’amico del parente di quel tizio morto anch’esso che veniva ogni festa dell’immacolata in piazza col nipotino che ora penso abbia 52 anni?”
     
    “no, dico l’altro Nunzio, quello con due figlie una delle quali lavora dalla parrucchiera a due isolati da casa di Gianni, col figlio militare che era in classe in prima media con nostro figlio, mi pare si chiamasse Odoacre, vero Andy?”
     
    No, non è vero.
    Non è vero cazzo.
    Non mi ricordo i nomi dei miei compagni delle medie.
    E ancor peggio, non mi capacito di come possiate ricordarvene voi.
     
    Proseguendo l'atletico zapping, rincuorato dalla di Nunzio  morte, ci distraiamo sereni e nulla potrà...
     
    “metti al TG”
     
    Dannazione, dannato TG, dannato mezzobusto farfugliante, dannato donna molestata da senegalese auto rubata rapinato bancomat spariti dipindi d'autore l'america dichiara il canada paese amico inaugurato nuovo museo a Selargius.
    Lascerò che operino da soli la messa in opera della morbosa scorpacciata di cronaca quotidiana.
    “tieni il telecomando, ciao”
     
    Ecco che quello strumento facile come l’estirpazione di un topone morbidone dal nostro noto naso, si trasforma nella più ostica delle diavolerie.
     
    Il genitore poggia quotidiano, occhiali da vista, paletta schiacciamosche, gatto dal grembo, pipa e manuale di giardinaggio.
    Prende con due mani il leggero marchingegno, quasi fosse in ghisa.
    Lo brandisce con disprezzo e scarsa dimestichezza.
    Lo osserva e se del caso, rimette al proprio posto gli occhiali da vista, sul naso, davanti alle pupille.
    Lo osserva ancora.
    Trova il tasto che preme da moltissimi anni con la sua serigrafia consumaticcia.
    Tasto 1.
    Eccolo, è il primo di quelli col numero.
    Lo preme da 15 anni ma non è poi tanto sicuro.
    Ora dovrà premerlo, lo mirerà, seguirà il ditone con lo sguardo e con pressione pari a quella necessaria per infilare un puntina da disegno su una scrivania farà CLACC
     
    Il telegiornale è stato selezionato con successo e lo strumento diabolico verrà poggiato di nuovo sul tavolo, sperando che nessuno modifichi le sudate impostazioni testé stabilite.
     
    Ora il quotidiano torna in posizione di lettura tra le manone panciute dell’amato genitore, il canale 1 diventa un vago sottofondo.
     
    Solo il genitore lo chiama “canale 1”, ma noi sappiamo di cosa si tratta.
     
    Ci riaffacciamo distratti sul luogo dove si è appena consumato lo scontro genitore-telecomando e ci chiediamo:
     “posso io insegnare a questi uomini che mi hanno insegnato a vivere, come mandare un sms?”
     
    Non possiamo ma sono convinto che il deficiente sia io che perdo tempo a rendermi abile con tale strumento, ancora una volta, nell'ancestrale supponente presunzione che conduce un figlio a ritenersi una versione migliore di chi l'ha generato, la prole risulta sconfitta. Un momento che non ha significato per noi, diventa per loro una rappresentazione quasi teatrale che ricorderemo per sempre. Nessuno si ricordera mai del nostro zapping idiota.
    September 04

    Muntonis Puddum (del come il pollo s'accumuli)

    Un piccolo passo per un uovo, un grande passo per l'umanità
     
    Riporto perchè tutti possiate usufruirne, un dialogo su msn tra me e un invasato, che ben derscrive il favoloso esperimento che è stato possibile realizzare grazie al prodigo contributo, per l'ennesima volta, degli animali di fattoria La Malva, che grazie al loro squilibrio mentale cosentono tali perle di scienza.
    Il livello non è pari ai soliti racconti, e per contenuti e per livello della dialettica, ma d'altro canto sono appena tornato dalle ferie.
     
    Esperimento ovino a Tenuta La Malva - Date due casse di legno, si otterrà un unico cumulo di pollame
    Andy scrive:
    scriverò sul blog di questo epico esperimento
    e tu sarai fiero di me
    Dottor Zoffio scrive:
    oh yeah, devo assolutamente partecipare a tale esperimento
    Andy scrive:
    te lo dovrei spiegare, però è probabile che causi la tua morte dal ridere
    Dottor Zoffio scrive:
    bene bene procedi pure
    Andy scrive:
    munirsi di 8 galline ovaiole
    posizionare due casse di legno per far depositare loro le uova
    Andy scrive:
    le due casse devono essere identiche
    Dottor Zoffio scrive:
    si
    Andy scrive:
    invariabilmente la prima gallina che depositerà l'uovo, sceglierà quella di sinistra
    Andy scrive:
    non si sa perchè, ma non è tutto
    Andy scrive:
    la seconda che arriverà
    guarderà dove è già presente un uovo
    e farà anche lei l'uovo in quella cassa
    ..le altre arriveranno di gran carriera
    Andy scrive:
    formando un cumulo di 8 galline oveggianti
    Andy scrive:
    ora, mia madre, compreso che tutto ciò poteva portare a uno "streccamento" del substrato di uova sottostante
    Andy scrive:
    ha spostato il primo uovo da sinistra, alla cassa di destra
    pensando che vista la predilezione per il pollame per la cassa di sinistra, si potesse salvare almeno quell'uovo
    Andy scrive:
    dalla seconda all'ottava gallina, visto l'uovo a destra
    Andy scrive:
    hanno deciso di ovare a destra tutte, di nuovo in mucchio
    a formare una piramide di galline
    Andy scrive:
    un giorno mia madre trova due uova, a sinistra
    Andy scrive:
    sposta allora un uovo a destra
    Andy scrive:
    secondo te a cos'ha portato quest'esperimento?
    Dottor Zoffio scrive:
    uahuhuahua
    Dottor Zoffio scrive:
    le galline devono aver sclerato abbondantemente
    Andy scrive:
    si sono dunque ottenuti due cumuli di n. 3 galline cadauno
    Andy scrive:
    ritenuti da mia madre "accettabili per il non streccamento delle uova"
    Andy scrive:
    ecco che ogni mattina, precedento la fase ovativa
    Andy scrive:
    mia madre posiziona due uova del giorno prima, una a destra e una a sinistra
    Andy scrive:
    ottenendo velocemente due semi-mucchi da 4 galline, ancora accettabili
    Dottor Zoffio scrive:
    huahuahuahua clamoroso huahuhua
    Dottor Zoffio scrive:
    vera filosofia funzionale campagnola
    Dottor Zoffio scrive:
    ahuhuahuahuauha
    Dottor Zoffio scrive:
    ahuhuahuahuahuahua
     
     
    Andy scrive:
     
    ahuauhahua
    Andy scrive:
    non stavo ridendo
    Dottor Zoffio scrive:
    ne sa tua madre, uuahuahu
    Andy scrive:
    solo vedere 8 pudde ammucchiate
    Andy scrive:
    è da infarto
    Dottor Zoffio scrive:
    meglio che non abbia visto
    Dottor Zoffio scrive:
    meglio
    Dottor Zoffio scrive:
    sarei morto
    Andy scrive:
    le conclusioni di mia madre: le galline sono completamente idiote
    Dottor Zoffio scrive:
    huahuauhaahuahuahu
    Andy scrive:
    auhauhahuau
    Dottor Zoffio scrive:
    è una conclusione universale
    Dottor Zoffio scrive:
    le galline SONO idiote
    Dottor Zoffio scrive:
    non vi è dubbio alcuno
    Andy scrive:
    resta da capire la loro predilezione ancestrale per la cassa di sinistra
    Dottor Zoffio scrive:
    penso sia puramente casuale
    Dottor Zoffio scrive:
    a meno che non ci fosse dentro qualcosa che le ha attirate
    Andy scrive:
    veniva scelta sistematicamente a casse vuote
    Andy scrive:
    no no vuote
    Dottor Zoffio scrive:
    odore?
    Dottor Zoffio scrive:
    bo, non so
    Andy scrive:
    venivano lavate
    Andy scrive:
    con la pompa
    Dottor Zoffio scrive:
    da che parte era il sole?
    Andy scrive:
    frontale alle due casse
    Dottor Zoffio scrive:
    huauhauauhahuahuua
    Andy scrive:
    distavano 20 cm
    Dottor Zoffio scrive:
    huahuauahuaahuahuahu
    Andy scrive:
    l'una dall'altra
    Dottor Zoffio scrive:
    le galline sono idiote
    Dottor Zoffio scrive:
    nessuna scelta
    Andy scrive:
    forse è questa la spiegazione
    Dottor Zoffio scrive:
    glielo hai messo il dito davanti a mò di ipnotizzatore?
    Dottor Zoffio scrive:
    ti pieghi
    Andy scrive:
    sennò non si spiegherebbe perchè un volatile debba tollerare 7 altri volatili sopra di esso mentre depone un uovo
    Dottor Zoffio scrive:
    cazzo seguono il dito
    Dottor Zoffio scrive:
    HUAAUHUAHUAHUAHUAUHAUAUAHHUAHUAHUA
    Dottor Zoffio scrive:
    AJIAAAHUHUAHUAHUAAHUAHUUAHUAHUHA
     
    Andy scrive:
     
    ahuhuaahuauh
    Dottor Zoffio scrive:
    AAHUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHUAUAHHUAHUA
    Dottor Zoffio scrive:
    AAAHUAUHHUAAU
    Dottor Zoffio scrive:
    è un animale molto tollerante evidentemente
    Dottor Zoffio scrive:
    guauhahuahuahuahua
    Dottor Zoffio scrive:
    ahuaahua
    Andy scrive:
    mia madre ha solo fatto l'interesse di Tenuta La Malva
    Andy scrive:
    non è facile sopperire alle nostre richieste di frittata
    Andy scrive:
    ha dovuto intervenire
    Andy scrive:
    non era per irrompere in un ecosistema
    Dottor Zoffio scrive:
    uhauhuahu
    Dottor Zoffio scrive:
    ci manca solo che scunnino da sole le loro uova
    Andy scrive:
    questo non è accettabile
    Dottor Zoffio scrive:
    roba da prenderle a calci nelle penne
    Andy scrive:
    visto che le nutriamo noi
    Andy scrive:
    e ora, col povero Ciak che ci ha abbandonato, non corrono più rischi
    Andy scrive:
    loro sanno che si mangiò 13 gallinette una volta
    Andy scrive:
    le voci girano
    Dottor Zoffio scrive:
    ahuhuahuauha
    Dottor Zoffio scrive:
    quella storia resterà nel dna delle galline di flumini
    Andy scrive:
    è la memoria genetica
    Andy scrive:
    se vedono un pastore tedesco fanno le uova a grumi
    Andy scrive:
    penso che metterò tutta questa conversazione sul blog, così non dovrò ridescrivere il tutto.
    Andy scrive:
    si, penso che lo farò
    Andy scrive:
    hai qualcosa da dichiarare prima che io faccia copia-incolla?
    Dottor Zoffio scrive:
    si
    Andy scrive:
    prego:
    Dottor Zoffio scrive:
    nessuna gallina
    Dottor Zoffio scrive:
    è stata usata
    Dottor Zoffio scrive:
    in questo esperimento
    Dottor Zoffio scrive:
    quindi egregio wwf
    Dottor Zoffio scrive:
    si tenga da parte
    Dottor Zoffio scrive:
    aut. min. ric.
    Andy scrive:
    durante le riprese di questo documentario, sono rimasti coinvolti in un incidente, un orca e un panda, schiacciati dal braccio della cinepresa, pare durante un accoppiamento
    Dottor Zoffio scrive:
    ahuauhuuhahuaioauahuahuuaha
    Andy scrive:
    ma nessuna gallina ha subito danni
    Dottor Zoffio scrive:
    ahuiahuauahuaiahuiahiuahuiahuiahuiahuahuaauiahuuiahuai
    Andy scrive:
    sebbene quella sotto le altre 7 sia rimasta turbata per alcuni minuti
    Andy scrive:
    nessun pastore tedesco si è realmente nutrito di galline o tartarughe
    Dottor Zoffio scrive:
    buono il brodo di 8 galline
    Andy scrive:
    bene a questo punto copio e incollo
    Dottor Zoffio scrive:
    mmmmmm brodo di otto galline
    Dottor Zoffio scrive:mmmmmmmmmm
    June 09

    Monito sul parabrezza - Messa in discussione - Messa in moto

    Ieri sera, esterno notte, parabrezza dell mia auto sportiva nipponica, foglietto bianco.
     
    Un monito perentorio.
     
    Un avviso inquietante.
     
    Leggo curioso ma il mio votlo si fa da curioso a non curioso (avendolo letto).
    Diventa quindi inquietato, un primo piano evidenzia l'espressione del mio viso, musica da suspance.
     
    Ecco quindi che mi si sloga la mascella dalle risate a lacrime.
     
    Chi sei amico scrittore di foglietto?
    Sei anziano, hai esordito con "Se avesse", dandomi del lei.
    Sei anche borghese.
    Sei uomo, non è calligrafia da donna quella.
     
    Non hai una dialettica particolarmente efficace e il tratto è incerto, come se fosse stato scritto nella capota della mia auto (pezz'e merda)
     
    Ma hai voluto comunicare con me.
     
    Il tuo senso civico ti ha mosso e ha caratterizzato anche i toni civili del tuo monito.
    Hai voluto esagerare nel finale, apostrofandomi in maniera colorita ma.. so che mi stimi.
     
    L'hai fatto per l'enfasi. E io ti rispetto.
     
    Grazie Signore gentile, sei il principe del mondo. Ti amo.
     
    Rimpiango solo che non abbia lasciato un tuo contatto, ti avrei carcato, ti avrei detto grazie.
     
    Grazie perchè cambierò, grazie per esserti preso la briga di mettermi in discussione. Ti amo.
     
    Addio Signore gentile.
     
    Immagine di repertorio del foglietto in questione:
     
    P.S. Solo i più profondi potranno conoscere il retro del mistico biglietto.
    April 27

    Quel tozzo di non ipocrisia che sarebbe d'uopo. Meglio un uopo oggi.

    Diciamoci la verità..
     
    dai inizia tu..
     
    no ok inizio io: non si può essere sinceri, ma l'abitubine all'accondiscendenza non migliora le cose, se non altro perchè si tratta di una parola molto lunga che i bambini non conoscono
     
    Ho brutti pensieri sulla gente, sulle istituzioni, sulle scelte degli altri, sulle mie opinioni e sulle buche nelle strade.
     
    Le mie opinioni sono piuttosto opinabili e questo è inopinabile.
     
    Ho però buoni pensieri su tutta una serie di altri tipi di buca. Le buche del biliardo ad esempio, non mi hanno mai reso infelice.
     
    Non ho mai provato a essere totalmente sincero forse nemmeno col mio io. Nemmeno lui mi dice tutta la verità forse perchè è molto più intelligente di me e a paura di destabilizzarmi.
    Ma io lo punisco periodicamente ingurgitando alcolici che lo interesseranno in fase digestiva.
     
    Non ho mai detto stronzo a ogni stronzo. Non ho mai detto santi a ogni santi. Non ho detto molto spesso la parola "upupa".
     
    Fatta questa doverosa premessa in questa doverosa prechiesa, ci sono delle cose che non quagliano e delle quaglie che non cosano.
    L'utente medio è confuso e quello professionale attende la fine del post per dire che non ho detto nulla di nuovo.
     
    Si ma abbi pazienza utente professionale, chi cazzo ha premesso che avrebbe detto qualcosa di nuovo?
     
    Sistemato per bene questo borioso utente professionale, torniamo al nocciolo della questione. Molti dicono che piantando il nocciolo della questione si otterrà l'albero in questione.
     
    Ma non distraiamoci tra fronde e cortecce, siano esse dell'albero di prima o le nostre, cerebrali, con incisi nomi di innamorati.
     
    In effetti la gente non ti dice che sei brutto, se sei brutto.
    La gente lo vede e lo pensa ma non lo esterna.
    Anche domandandoglielo risponde con "no, non sei brutto".
    La spiegazione è quasi sempre quella del non voler ferire nessuno.
    Ma essendo io brutto perchè mai dovrei essere ferito nello scoprire di esser brutto.
    In realtà non dovrei affatto scoprirlo, dovrei saperlo.
    La gente è brutta e non lo sa e non le fa piacere se lo scopre.
    Se fossi stato adottato non vorrei saperlo.
    Anche se io sono uomo, uno dei miei due genitori è donna e questo mi insospettisce.
     
    La gente è molto sensibile.
    Sia ai raggi solari che ai rumori forti come bottiglia che cade o serranda che si chiude.
    Ma è anche un sacco sensibile sui propri limiti e difetti.
     
    Perchè una persona oggettivamente brutta dovrebbe far finta di essere una persona oggettivamente non sono mica brutta?
     
    Il ragionamento ci trascina come un tappeto rullante da aeroporto dritti dritti verso il concretizzarsi del punto.
    La gente è incoscente di se stessa. Urge essere ipocriti. Non ferire la gente.
     
    Non calpestare il prato,
    non suonare il claccson nei centri abitati,
    non toccare gli oggetti in vetrina,
    ma sopratutto, non ferire la gente.
     
    La gente nemmeno sa di essere della gente.
     
    Se io ti fermassi per strada e ti chiedessi: "scusa, sei della gente?" mi risponderesti "ah?".
    Vedi, non sapevi di essere della gente.
     
    Ma scusa ti conosci da un sacco di anni e non sai nemmeno se sei brutto?
    Sei anche logorroico infantile invadente poco perspicace superficiale. Può darsi.
     
    Io sono logorroico. L'ho scoperto parlandone lungamente.
     
    Forse sono non sensibile.
    Tutti mi dicono tutto dritto in faccia. Tutti mi dicono quasi tutto. Magari non tutto, sono come voi e soffrirei.
    Chissà quanto soffrirei se sapessi quanto sono poco.
    Non ditemelo, grazie.
     
    Com'è sensibile la gente che soffre se gli dici "cacca" "scemo" "dio cacofonico".
     
    La gente permalosa inconsapevole ci induce a mentire.
    Ho imparato a mentire. Da piccolo.
    Poi ho disimparato a mentire. Da medio.
    Poi mentirò, da grande.
     
    Se nessuno avesse detto a Leonardo che era scarso giocando a pallone, non avrebbe mai fatto l'artista inventore genio. Avrebbe giocato nel Prato in serie F girone D (Dantesco).
     
    Non siate così sensibili, vi offenderete meno, vi conoscerete meglio.
    Io dirò la verità a richiesta.
    Come faccio a sapere la verità?
    Non la so in effetti, ma un po meno di "arte oggettiva del secondo me" potrebbe aiutare a distiunguere una sedia da una sebadas.
     
    Si potrebbe sempre discutere delle varie affermazioni deipocritizzate.
     
    Esempio 1:
     
    Un signore: "sei brutto sai"
    Un alce: "dici?"
    L'amico del signore: "si si, confermo"
    La moglie dell'alce, una castora costruttrice di dighe: "anche io un po lo pensavo"
    Un alce: "mi spiegate come mai"
    Un signore: "hai dei brutti denti e oggettivamente la tua forma non è slanciata"
    La moglie dell'alce, una castora costruttrice di dighe: "io ti ho sposato per il tuo carattere docile"
    Un signore: "si infatti sei brutto, ma afabile"
    L'amico del signore: "ti amo"
    Un alce: "grazie, d'ora in poi andrò a testa alta"
    Una guardia forestale in pensione: "viva l'amore e la sincerità"
    Un cartello: "divieto di caccia"
     
    Ecco vedete, è molto semplice, ripetetelo a casa.
     
    Un animale sincero utilizzato per asciugare le macchine
     
    L'ipocrisia secondo Google
     
    Immagine simbolo di una persona permalosa
     
    April 19

    Ritorno al mio futuro

    Annuncio che dopo un periodo di assenza dovuto principalmente a:
     
    1) dopo un po qualunque cosa mi annoia
    2) il blog richiede un impegno mentale e quindi una mente, e  io non ho ne l'uno e ne l'altra
    3) d'altro canto non devo spiegarlo a voi
    4) non reca guadagni e dunque sono meno motivato
    5) talvolta reca del sesso occasionale ma io sono un tipo difficile
    6) le elezioni mi hanno tenuto impegnato a parlare male delle elezioni
    7) ho ordinato gli ammortizzatori per la macchina e ci ho messo un mese a sceglierli
    8) non avevo spunti interessanti
    9) non avevo proprio spunti
    10) avevo degli spunti in quei giorni in cui non avevo tempo
     
    dicevo, dopo questo periodo di assenza dovuto principalmente a queste 10 cose più altre 2 che non elenco per mancanza di spazio, tornerò a farcire di righe succulente queste oziose pagine.
     
    Per la gioia di:
     
    1) donne single
    2) donne fidanzate
    3) donne
    4) mia
     
    Questo e quanto.
     
    Probabilmente il topic "vorrei darwin qualcosa in cambio" non avrà mai seguito.
    Ma potrebbe anche averlo.
     
    Vi voglio bene, siete degli utenti attenti.
     
    A presto, distinti saluti, Andy.
     
     
    quadro sinottico rappresentativo del mio periodo di assenza
    March 03

    vorrei Darwin qualcosa in cambio - Parte Prima

    La terra è molto bella e anche un po litigarella.
    Racchiude all'interno del suo sistema una serie di organismi spiritosi e dotati o no di piume.
    Anche l'uomo racchiude dentro il suo sistema una serie di figure professionali specializzate, come i globuli, che però non hanno piume.
     
    Implumi e plumi.
     
    La terra prima che comparisse l'uomo, derivato probabilmente da qualche plantigrade goloso di miele, era un luogo pieno di parchi e zone verdi. Nessuna ztl.
     
    Gli animali si mangiavano l'un l'altro e spesso venivano a loro volta mangiati da piante, mangiate però poi da altri aninali mangiapiante e le pietre, il generale, venivano lasciate in pace.
    La pietra pomice pomiciava e le glaciazioni rimescolavano i valori in campo.
    Nello stesso campo, si depositavano uova e uova senza guscio di mammifero.
     
    Tutto un rumore di sottofondo simile a un odore amalgamato, amar perdona.
     
    Vulcani tanto potenti da distruggere il pianeta stesso ma nessun commento sulla cronaca, pochi allarmismi e migrazioni convulse di cicogne impaurite.
     
    Poi giunse l'uomo.
    All'inizio era quasi uomo e molto peloso.
    Poi avvenne l'estetismo, quindi definitivamente uomo.
     
    Ogni evento impauriva l'uomo e richiedeva la disinvolta invenzione del dio corrispondente.
    Dio del fuoco, quando vide il fuoco.
    Dio del cielo, quando vide il cielo
    Dio porco, quando vide il porco.
    Diodo, quando vide una radio.
     
    Mano a mano che padroneggiò ogni fenomeno, festeggiò dando del minchione al corrispondente dio.
    Accese il fuoco e cosse il porco, il fumo si alzò al cielo.
    Rimasero pochi Dei e l'uomo divenne spavaldo. Dalla nascita di Aldo Spav in poi, furono tragiche le sorti, poi matrimoni e relative consorti, poi alcuni Dei morirono e furono risorti. Nessuno trovò il cadavere e il caso fu archiviato per mancanza di prove.
     
    Poteva forse l'uomo ripararsi sotto una grande foglia o guardare i cavalli al galoppo con ammirazione?
    Costruì un edificio abbattendo tre alberi e usando il loro legno per palafittare a studenti la sua opera, al cavallo fu messo il gancio di traino e il suo galoppo fu cosa gradita per andare a dissodare un terreno e coltivarvi uve e altri tipi di patate.
     
    Non piantò mai più quei tre alberi e si dimenticò di sostituire il cavallo prelevato dal suo galoppo con animali analoghi come il tacchino.
     
    Fino a quel giorno tagliente in senso arboreo, l'uomo si era evoluto. I migliori avanti i peggiori indietro. I malati morti e i morti ancora più indietro. I migliori più sesso i peggiori a disegnare mammuth nella caverna d'arte.
     
    Fine parte prima. Segue parte terza.
     
    Conseguenze dell'abolizione di un dio applicate alla cultura isolana. 
    February 10

    La branca che si occupa della branchia. I libidolimiti

    L'uomo è incontentabile, tra milioni di mitili militanti in zone marittime e sottofondi incoralliti, facilmente catturabili e degustabili con profitto, egli va a scovare, scavare, e aprire con appositi utensili, i più irraggiungibili e gustosamente pregiati tra i mitili celati da roccie rocciose.
     
    Nessuno può confermare se il mitile nascosto nella roccia sia meglio di un normale mitile.
    Non esiste un mitilometro atto a verificare la cosa.
     
    Nessuno sa dire se infondo un banale fungo sia davvero peggio del tartufo, ma un tartufo richiede un cane laureato in tartufi che vada a scovarlo e costa cento volte un prataiolo.
     
    La natura dell'uomo è l'arrivismo estremo. Se ha 50 vuole 100, se ha 100 vuole 105, se ha 105 vuole radio dj e così via.
     
    Stai con una donna deliziosa ma ne passa una un po più deliziosa e allora tendi a desiderarla e utilizzi il tuo strumento per estrarne il pregiato mitile.
     
    L'uomo, curioso e coi suoi caretterstici baffoni, spreme la sua meninge con apposito strumento e va a cercare le migliorie del tutto, limando il millesimo sul cronomentro del suo goduriometro.
     
    Era un primate e poi ha voluto il primato tra i primati diventando uomo.
    E poi divenendo donna e infine, sotto queste sembianze, ottenendo diritto al voto e patente.
     
    Il diritto al voto concatena un rovescio di politichesi furti.
     
    E così anche il furto diviene un campo della miglioria umana.
    Nessuno ruberebbe però in un campo.
     
    Anche da bambini non ci accontentiamo mai e estremizziamo l'esistenza diventando sempre più grandi, infine adulti e poi anziani, fino alla soglia dei 50 o 55 anni, per alcuni esseri umani questa soglia di longevità si spinge fino ai 67/68 anni e mezzo.
    Non mi risultano maggiori longevità.
     
    Anche nel sesso, pratica che ci accompagna sin dalla notte dei tempi (non so chi fosse il dj in quella serata), l'uomo ha dovuto estremizzare la ricerca del piacere.
     
    Aveva un grazioso foro e non bastò.
    Poi due fori.
    Poi ogni foro fu gradito per ottenere piacere.
     
    Ora, effettivamente, non c'è nessuna ragione perchè noi non si possa vivere anche sott'acqua.
    Siamo piuttosto evoluti e abbiamo l'auricolare blutooth.
    Stona dunque che una razza tanto gradevole come quella umana abbia l'impossibilità di vivere nel mondo marino.
    Forse non ci vivremmo anche potendo, vista il tasso d'umidità e la presenza di stronzi galleggianti, ma non possiamo scegliere se farlo.
     
    All'uomo piace un sacco scegliere, assume un espressione pensosa e un po sognante, mette un dito nella bocca, che poi mangiucchia un po, e fa "ehm.. dunque.. vediamo.... quello.. no no apsetta.. mmm.. non so decidere".
    All'uomo e alla donna piace un sacco scegliere.
     
    Ma non possiamo vivere nel mare. E nemmeno nel lago. Ci pesa molto questo fatto. Diventa dunque, dato il peso, lago della bilancia.
     
    Perchè non siamo muniti come altri animali di cui sono disponilibili vaire documentazioni, di branchie?
     
    Esse ci consentirebbero di vivere fuori e dentro l'acqua.
    Un ulteriore sistema di respirazione atto a poter scegliere.
    Non peserebbe tanto e potremmo inventare un capo d'abbigliamento per celarlo.
    Una mutanda branchiale.
    Alcune donne userebbero un perizoma branchiale con vari fili che nelle fessure delle branchie.
    Altre userebbero dei copribranchia meno attillati.
     
    L'uomo userebbe dei copribranchia comodi, in tessuti anallergici, comprati a pacchi da 5 al carrefour.
     
    I bambini al mare, niente copribranchia.
     
    Tutto sembra essere favoloso, questa cosa della branchia funziona.
    Allora perchè no?
    Dov'è l'errore evolutivo, perchè siamo qui a non poter scegliere?
     
    Ci posizioniamo dinnanzi al mare in quel lembo di spiaggia messo lì per delimitare il bordo tra i mondi e rallentarci senza farci male se ci arriviamo di corsa.
    Utilizzabile anche per tenerci le barche.
     
    Le barche viaggiano sul mare, ma sopra.
     
    I sottomarini viaggiano sotto, ma senza lasciarsi attraversare dal mare.
     
    Noi entriamo a volte nel mondo marino, ma mai per abitarci.
    Diamo una sbirciata e via. Se abbiamo le bombole, più d'una sbirciata.
     
    Le bombole finiscono sempre di domenica, quando hai amici a cena.
    Per fortuna stavi solo dando una sbirciata.
     
    I pesci ci guardano e ci trovano patetici, per questo li friggiamo, misti, senza dargli nemmeno la dignità d'una frittura individuale.
     
    Allora perchè niente branchie, pensavo ce le meritassimo.
     
    Io so perchè.
    Ho osservato il mare e ho osservato che l'uomo non si accontenta mai.
     
    Aveva vari buchi in cui intrufolare il suo strumento, ma sente che non gli bastano.
     
    Se avessimo le branchie, ci metteremmo dentro il nostro strumento a forma di pene.
    Ecco perchè non ne siamo muniti.
     
    Perchè l'uomo branchiuto andrebbe dalla donna branchiuta e le sfiorerebbe la branchia, lei sentirebbe un brividino e lui smetterebbe di essere condotto dalla logica.
     
    L'uomo ci metterebbe dentro le mani, il suo strumento per fare i bisognini e il suo strumento per gustare i sapori.
     
    A lei piacerebbe, ma sentirebbe che l'avere le branchie le creerebbe tanti problemi e forse non le vorrebbe.
     
    Lui userebbe le sue branchie solo per respirare, come da contratto.
     
    Tutto questo farebbe nascere un indotto economico di rilievo, riviste specializzate tipo "branchie fumanti" e accessori da infilare nelle branchie.
     
    I pittori dipingerebbero donne con branchie all'aria e avremmo numerosi calendari dove, almeno in qualche mese, una donna famosa mostra una branchia.
     
    Ma tracce di umani branchiomuniti che scelgono di vivere nel pesciuto mare, nulla.
     
    Allora non lamentatevi se non avete le branchie.
    Non ci meritiamo le branchie.
     
    Si ma infilando attrezzi di vario tipo nella branchia, l'umanapesce soffocherebbe?
    Non ho mai visto nessuna morire durante una fellazio.
     
    Non morirebbe, ma dovrebbe respirare con l'altra branchia.
     
    Non ci accontenteremmo e allora due alla volta uno per branchia.
     
    Che schifo che facciamo come razza noi umani.
    Sempre a disintegrare ogni dono della natura per i nostri sordidi scopi.
     
    Sono sconvolto dal mio stesso pensiero.
    Maiali branchiali, che schifo
     
    esempio di animale pezzato non munito di branchia.
    una simulazione fatta con excel di una coppia con branchie.
    February 03

    La greve gravità del groove dei gravitoni in accordo con gli svaniti svantaggi del vanesio vagito d'una vagina - La sensazionale scoperta del "vagitone"

    Preamboli e funamboli
     
    I tempi in cui noi uomini irresistibili par solo a orsetti piuttosto morbidi partivamo alla conquista goliardica e macista delle implumi donzellette, sono finiti.
     
    La situazione si è ribaltata.
    Per fortuna sono rimasti illesi gli occupanti.
     
    Da prede a predatrici.
    Le donne inspiegabilmente, senza apparenti cause e senza parenti di Causio cavalcano l'onda dalla parte del manico (e i cocci di chi sono?).
     
    Il mio giovane e succulento corpo è oramai vittima di tentativi di addentate e leccate sensuali.
     
    Ho paura.
     
    In ogni angolo m'attende una donna senza scrupoli. Sia esso un angolo concavo o senza cavo (quindi wireless).
     
    Nei loro occhi si respira la padronanza nei modi e la risolutezza negli intenti.
    Come me milioni di giovani uomini indifesi e sessuofobi, che volevano conservare la propria verginità per dopo la laurea, si trovano nell'imbarazzante morsa delle incalzanti donne mammifere.
     
    Sono temibili, si armano di vestitini sexy e profumi conturbanti (forse profumi arabi quindi).
    Noi vorremmo resistere ma sono troppo potenti e noi subiamo lo svantaggio del potere del batuffolo bianco con la codina.
    Nessuno spermatozorro verrà a salvarci.
     
    Noi vittime del nostro stesso semino che trasporta grosse parti dell'intelligenza là in basso, dove non la si può più domare.
    Noi e il nostro handicapp testosteronico che ci rende vulnerabili e docili come marmotte.
     
    Mi sono naturalmente chiesto come fosse possibile che le donne passassero da corteggiate a scorticatrici.
    Da inerte corteccia arborea a subdola corteccia cerebrale.
     
    Scelgono, puntano e massacrano i nostri sentimenti, ci fanno l'amore addosso e poi nemmeno un sms con scritto "sono stata bene".
    Neppure un sms con scritto "mamma torno tardi oggi", a cui rispondere "scusa ma hai sbagliato invio, lo hai mandato a me".
    Nulla di tutto questo.
     
     
    Le risposte della scienza e le domande dell'educazione fisica
     
    Perchè avviene ciò? Perchè avviane Ciop? E perchè quando si gioca a poker invece si presenta solo Cip?
     
    La risposta è nell'immenso entropico relativismo dell'universo.
    Ella è ripieno di particelle multicolore o senza colore.
    Con o senza calore.
    Materia oscura che non possiamo vedere ma che possiamo attraversare.
    Tanti e tanti tipi di particelle elementari, medie e master in bricolage.
     
    Il protone, il neutrone, il neutrino, l'antineutrino, il procione e così via.
     
    Ciò di cui voglio parlarvi è una sensazionale scoperta che ho fatto coi miei stessi occhi della mente.
    Pieni di phard della mente.
    Con occhiali da sole donanti sintomatico mistero della mente.
     
    Mentre gli scienziati coi loro alambicchi e le loro soluzioni gassose e le loro gassose per diluire il vinello ancora oggi si spremono le meningi (o le arance se non hanno con se il vinello con la gassosa) per capire se il responsabie della forza di gravità sia il Gravitone, io sono andato oltre.
     
    Sarà vero che una particella di nome Gravitone e una festa di suoi amici tutti uguali si aggrappino ai nostri lembi per tenerci attaccati a terra?
    Non si sa ma è certo che volare non sia un gioco da ragazzi.
     
    I gravitoni (non quelli che adottiamo per rimproverare qualcuno), non so nemmeno se esistono e già gli voglio un po bene.
     
     
    La scoperta (donna da vestita a nuda grazie ai miracoli della ricerca)
     
    Come nell'universo si manifesta la presenza di buchi neri, si è scoperto che anche separando (Chimicamente o manualmente) una donna dalle proprie mutandine, essa celi un buco nero.
     
    Un vero e proprio risucchiatore di materia. Come i buchi neri dell'universo.
     
    La recenti teorie quantistico-relativistiche ci espongono che una massa che entri in un buco nero verrà da esso riemessa sotto forma di particelle che avranno una tipologia qualunque.
     
    Se un astronauta di 70chili entra in un buco nero mangiando un gelato di un chilo, il buco nero emetterà una quantità di 71 kili di particelle a caso che forse riusciranno a scappare se per un tratto andranno più veloci della luce.
    E la luce è dannatamente veloce e tipicamente luminosa.
     
    Ora, è probabile che anche nel buco nero della donna avvenga questo.
    Un corpo estraneo peniforme (della massa di 5 o 6 kili, ma parlo di me) che dovesse essere risucchiato da questo buco nero verrebbe forse riemesso, e qui casca l'asino (deriso dai cavalli), sotto forma di altre particelle.
     
    Queste particelle da me scoperte, nella loro diabolica dinamica, sarebbero definibili dunque "vagitoni".
    I vagitoni trasporterebbero la stessa donna portatrice di buco nero in una condizione di "donna approfittatrice" di noi uomini indifesi e del tutto illibati.
     
    Ecco come si spiegano dunque quelle telefonate che ci dicono subdolamente "usciamo a fare due chiacchiere", seguite da una pizza e infine da baci al collo e nei casi peggiori anche di sparizioni di organi maschili nei temibili buchineri.
     
     
    L'epilogo (grastroscopia di un ragionamento intestino)
     
    Grazie a questa mia scoperta, con l'ausilio di una speciale macchina non ancora inventata, riuscirò dunque a domare i vagitoni.
    Uomini: nessuna donna si prenderà più gioco di noi al solo scopo di avere i nostri corpi. E non parlo di corpi celesti, salvo che si tratti di un principe azzurro.
     
    L'era del terrore e della vorace sessualità femminile sta per terminare.
     
    Già vedo la luce oltre il temibile buconero vaginoso.
     
     
    un buco nero di vagitoni nella galassia della donna d'oggi.
    una donna mangiauomini in pieno sfoggi di tecniche annebbiatrici.
    esempio di ragazzo indifeso in cerca d'amore.
    Un'auto sportiva degli anni 70, prima dell'avvento del vagitone. 
    January 24

    Appartenuta a un medico

    Il mondo delle frasi fatte e dei luoghi comuni da annuncio è un luogo favoloso fatto di colori e amore.
    Ora, io non so quanti medici procapiti siano presenti nel nostro territorio, ma è risultato dai miei calcoli che ognuno di loro debba possedere circa 270 auto.
     
    Sono un perditempo e spesso mi reco a valutare usati di auto che non posso permettermi, anche se chiedo permesso prima di entrare.
    Su 100 autovetture che ho indagato con occhio indagatore, circa 98 erano "appartenute a un medico".
     
    Il sospetto che si trattasse di una clausula standard come "non ci riterremo responsabili di eventuali pali divelti a causa di freni a mano pirotecnici" lo potevo sospettare.
    Però... perchè quest'omino prezzolato per vendere vetture che non posso permettermi mi dice ciò?
    Si vede così tanto che soffro di allergia?
    Forse me l'ha detto perchè pensa di illudermi di trovare l'auto imbottita di antistaminici?
     
    No troppo contorto, quindi non con ragione.
     
    Allora perchè un perditempo che si reca ore pasti a valutare con qualunque prova un auto condizioni da vetrina mai incidenti vista mare finemente arredata sfitta da luglio possibilità di leasing conoscerebbe donna passiva dovrebbe bersi la storia del medico?
     
    Immediata si reca presso i miei pensieri consolidati la necessità di un analisi sociologica della figura del medico.
     
    Questo medici che ci vedono nudi, ci toccano e ci chiedono cose improbabili come: "tossisca"-"pisci in questo barattolo"-"dica 33"-"faccia aaaa"-"faccia posto a quella signora"-"faccia finta"-"faccia di merda"-"dimmi se ti faccio male"-"speriamo non le faccia male"-"faccia lei"-"non grattarti"-"hai parenti asmatici"-"tenga la ricetta"
     
    A dire il vero anche i cuochi ci dicono "tenga la ricetta", ma in quel caso siamo stati noi a chiedergliela.
     
    Questi medici presenti nottetempo in sedi fatiscenti a soccorrere sbadati inciampatori.
    Il medico crea in noi un amore-odio. Spesso crea anche secchezza delle fauci.
    Non li amiamo, questo no. Forse nemmeno ci fidiamo troppo di loro ma non abbiamo alternative.
     
    Prescrittori di supposte e suppositori di prescrizioni.
     
    Però li rispettiamo e, ecco il punto, raramente li vediamo sgommare in piazzetta con la macchina.
    Il medico è serio e tratta bene la sua auto. Così ci sembra scontato pensare.
    Talmente scontato che non lo pensiamo neppure, è insito come concetto nella nostra memoria genetica.
     
    Sappiamo che una sedia è una sedia e non abbiamo mai avuto bisogno di palesarlo a noi stessi e così sappiamo bene che un medico ha cura della sua auto.
    Il trasporto di medicinali e borsa da medico non deteriora i veicoli.
     
    Si suppone dunque che il medico non trasporti legnetti per il camino sulla sua auto.
    E non prenda legnetti per il cammino mentre appunto, cammina, salvo che poi non li porti a piedi.
    Il medico non ha mai figli che lasciano impronte di rigurgito di plasmon sul sedile o che usano la moquette come pista per le proprie bburago.
    Il medico non tocca altre auto in parcheggio e non va veloce.
    Pazientemente il paziente attenderà il suo arrivo senza peggiorare.
     
    Tutto ciò è evidente sennò l'omino vendiauto non mi avrebbe mai dato come shiccheria prelibata l'opportunità di acquistare un auto "appartenuta a un medico"
     
    Il medico è un simbolo di borghesia ordinata e rispettosa.
    E' una della poche figure rimaste esenti da macchie comportamentali.
    Per questo diventa simbolo di acquisto fiducioso, di condotta esemplare, di esemplare di condotta senza perdite. Una condotta che non gocciola.
    Ma gocciola o taralluccio che sia, questo non ferma il treno di pensieri socialmente illuminanti.
     
    Le frasi fatte che necessariamente farciscono e schematizzano, necessarie per darci dei punti di riferimento.
    Le frasi fatte me le immagino vagabondare per l'annuncio chiedendo monetine alle altra parole.
     
    Le frasi fatte pullulano e ci tranquillizzano, ci fanno sentire capiti e ci fanno capire.
    Non sono infondo verificabili, ecco perchè hanno successo.
    Come ogni cosa non oggettivamente valutabile, spopolano.
     
    Non posso verificare il fatto che si tratti o no di "ottimo affare", e in ogni caso non potrò sgridare nessuno quand'anche avessi valutato trattarsi di "affare discreto".
     
    Essendo ormai "ore pasti" vado alla mia casa "possibilità di divisione in due unità", "ampio giardino", prenderò la mia auto "sempre tagliandata", giunto a casetta saluterò il cane "esemplare puro figlio di campioni", spegnerò il mio telefonino "mai usato, completo di confezione", e vedrò un po di tv "vendo causa doppio regalo" e poi spegnerò i miei occhi "cornee di provenienza legale" e mi addormenterò nella mia camera, forse appartenuta a un medico.
     
    E se mi convincerò di questo dormirò tranquillo perchè ciò che davvero conta è avere dei riferimenti, delle condizioni rassicurantii e poter dare gnomi, cognomi e definizioni comunque e quantunque.
     
    Buonanotte, sogni d'oro "acquisto oro usato"
    Rif: Singulto79 - contattare via fermoposta.
     
     
     
    Esempio di medico
    January 13

    Rispetto le idee di tutti? Direi di no

    Un'altra bella frasetta con cui spesso noi succhiapranzi ai genitori ci riempiamo la bocca tronfi di maturità aquisita con lo spessore è:
     
    "rispetto le idee di tutti"
     
    Questa frase contiene almeno due concetti importanti per noi giovani tutti matti:
     
    L'angolo del concetto numero 1:
    Vi presento per la prima volta in questo articolo, il concetto favoloso e per niente approfondito nel TG3 e nel TG4 del.. "rispetto".
    Il rispetto, questa favolosa parola che tutti usano ma col cui concetto ben pochi hanno familiarità.
    Spesso questo nostro piccolo amico, il rispetto, vieno confuso con l'accettazione.
    Rispetto tutti nel senso di "non picchio nessuno solo perchè non condivido ciò che è o dice" .."o dice di essere"
     
    Il fatto che tolleriamo l'esistenza di altre persone o che con alcune di loro facciamo l'amore o abbiamo interazioni commerciali o telefoniamo loro perchè ci interessa un annuncio che hanno messo sul Baratto, non significa che le rispettiamo ma che al limite, consentiamo loro di vivere, che in una scala ipotetica di valore che va da uno a 72, corrispoderebbe a un 2.
    Forse 3.
    No dai, 2.
     
    Il rispetto presupporrebbe tutta una serie di comportamenti sociali e mentali rivolti all'oggetto che si intende rispettare.
     
    C'è poi una bella differenza tra "rispetto te", "rispetto a te" e "rispetto a te" detto alla Sarda.
     
    Andiamo quindi ad'approfondire:
     
    1) rispetto te, ovvero ti rispetto, qualora tu sia meritevole di rispetto, o qualora io abbia deciso arbitrariamente e seguendo annusisticamente le energie alchemiche, di attribuirti rispetto. Io rispetto te, ti rivolgo una serie di attenzioni comportamentali e ideologiche.
     
    2) rispetto a te, ovvero "io rispetto a te sono più alto". Non è molto attinente al concetto che non vedete l'ora che svisceri. Però si usa nella nostra lingua romanza. Anche i pearcing si usano nella lingua ma qui rischiamo veramente di allontanarci dall'obbiettivo, nel qual caso, come sapete, la foto non ci inquadrerà.
     
    3) rispetto a te - alla sarda: il concetto è più o meno lo stesso del punto uno, ma la forma grammaticale audace e elegante, ci porta alla mente un sacco di immagini ottocentesche. Immagenate la frase proferita con accento a cadenza sorda e magari seguita da un "minca, si, sei solo sveglio". Ecco che il concetto di rispetto col giusto valore si ripresenta a noi in forma slanghizzata e irresistibile.
     
    Abbiamo quindi appreso che il rispetto non lo si da come si darebbe del babbeo a un bifolco.
    Si dovrebbe invece divulgare questo prezioso concetto con particolare attenzione, una volta valutato lo spessore della persona o del concetto che si intende rispettare. Lo spessore, per chi è Geometra è molto facile da misurare.
     
    Rispetto tutto e tutti? no caro amico, qui si sguazza nel pressapochismo con una puntina di buonismo medioborghese, medio e anulare, mediolanum e chi più ne ha più ne metta.
     
    Ma quando arriviamo invece a valutare il concetto che ci fa venire i brividi di emozione e che entusiasma noi giovani dell'"Idea"?
     
    Ora ci arrivo...
     
    Ecco a voi l'Idea.
    Non vi sembra vero lo so, ma eccola qua.
     
    Non tutto ciò che viene prodotto da una mente è un idea.
    Nella maggiorparte dei casi i parti mentali sono più simili alla rumenta che a un idea.
    Spazzatura neurale, dicasi "stronzate".
     
    La realtività generale era in effetti una buona idea.
    No dai, ottima.
    Facciamo clamorosa e non se ne parla più.
     
    Raramente in effetti dai mucchi di parole che sento dalla gente e che dico alla gente, viene fuori un idea.
    Però vengono fuori un sacco di stronzate.
    Va anche detto che una buona parte di queste sono anche divertenti.
     
    Ma Andy, come possiamo riconoscere noi utenti di Mcdonalds un idea da un mucchio di parole travestite da idea?
     
    Non è facile, lo so, però ci sono alcuni accorgimenti empirici da adottare all'uopo.
    L'uopo, forse un uovo-topo mostruoso che ci ucciderà tutti? lo scopriremo in futuro.
     
    Ecco gli accorgimenti:
    Si può distinguere un idea perchè essa quasi sempre nasconde un ragionamento o un intuizione intelligente che l'hanno partorita.
    Abbiamo già escluso il 98% delle cose dette. E mezzo dette. E maledette.
     
    E l'altro 2%?
     
    Per l'altro duepercento si richiede max serietà, no perditempo e la volontà di nutrire il cervello di idee.
    Se il vostro cervello è ancora parolofago ma non ideofago, rischiate di ingurgitare come idea tutto quel 2%.
     
    Non ho la ricetta farmacologica per cambiare le abitudini alimentari del vostro cervello ma posso dire con certezza che dal mio buco per le parole di idee ne escono poche.
     
    Diffidate da me. E rispettatemi solo se me lo merito. Grazie.
     
    Andrò in Svizzera e tornerò mercoledi sempre che l'aereo non si conficchi in uno spuntone roccioso stroncami alla tenera età di 26 anni.
    Lascio due cani alcuni gatti una famiglia che amo e degli amici sinceri, anche se pochi.
    Vogliamo ricordarmi così, col la mia solita faccia da chiappe.
    Pisciate sulla mia tomba e richiudete il coperchio.
     
    Un idea in generale
     
     
     
    December 30

    "Noi Artisti" e la Signora Ammazzatutti

    Non sono un esperto d'arte.
    Non sono esperto di un sacco di cose.
    Però a volte riesco a dare l'impressione di essere esperto.
     
    Assumo un espressione facciale carismatica e un po seria, che già posizionata sul mio volto è l'eccezione che fa pensare "hei, ora fa sulserio" e inizio a parlare infarcendo un discorso verboso di vocaboli ricercati e sintomatici come "paradossalmente", "toroidale" o "quanto quantico".
     
    Ciò non mi rende esperto ma genera un dialogo succoso.
     
    Un giorno tempo fa andai affiancato da un amico sincero a una mostra di arte grafica, pittura e non solo.
    Fotografia e non solo. pittura, fotografia e non solo. Però non molto altro.
     
    Lo scenario mi colpì molto, la location azzecatissima e il respirare aria creativa  mi rese fiero di poter vedere tanto bendiddio nella mia città.
     
    La mia città e la mia regione. Qui le menti degli enti venderebbero l'anima per salvaguardare tutte le tradizioni del passato, dal subsubdialetto più desueto alla berritta più in disuso.
    Farebbero però molto poco per creare basi per tradizioni e glorie future.
    Abbiamo un passato sostanzioso e epico e un presente insignificante.
     
    Ero li e avevo la faccia del bimbo.
    C'erano molti stereotipi attorno a me, compreso me che ero lo stereotipo dell'utente d'arte della domenica. Quello che lo vedi una mostra si e venti no.
    Quello che giudica con le cognizioni di una locusta che rosicchia un tronchetto.
     
    C'erano molti stereotipi peggio di me che, tuttosommato, posso passare per creativo.
    Ho i capelli spettinati da creativo, la battuta pronta da creativo e un curriculum da creativo, vero o presunto.
     
    Molto spesso, alla luce dei campi creativi in cui mi mossi (come i miei capelli appunto) mi domandai tronfio: "sono dunque un artista?" e mi risposi sempre "non dire stronzate". Ci rimasi male e promisi di non uscire più con me.
     
    Eppure sembra così facile essere artista. Parrebbe basti anche solo la volontà di acquistare una tela, un pennello e, a prescindere dal risultato storico, estetico e emozionale, apporre dei segni.
    Da quel momento sei artista. Daltronde chi può negare che tu lo sia?
    E chi può confermarlo direte voi... bravi vedo che siete attenti.
     
    L'arte di oggi, di voi giovani, segue l'andazzo generale pelandrone.
     
    Prima si guidava la macchina e dovevi esser bravo per andar forte, oggi l'elettronica ti guida in supplesse.
    Oggi siamo tutti piloti.
     
    Prima un informazione che ti stava a cuore la dovevi cercare armato di coltello tra i denti e ingegnarti per trovarla. Oggi fai click e la ottieni, con un sacco di contenuti extra e argomenti connessi.
    Oggi siamo tutti google.
     
    Ieri c'era pong e l'avventura videogioco la facevi con la situazione mentale del tuo approccio mentale labbiale.
    Oggi i videogiochi sono delle realtà più verosimili della nostra.
    Oggi siamo tutti.. boh forse quest'esempio era una stronzata.
     
    Comunque l'arte fa altrettanto. Prima dovevi saper dipingere. Poi venne l'arte concettuale.
    Grazie a lei l'arte si è espansa fino a raggiungere i confini del surreale e delle rappresentazioni dai significati più strabilianti.
    Come al solito, accodato a questo fenomento favoloso, si è accodato un fenomeno da baraccone.
    Quello del "sono concettuale anche io".
    Chiunque fosse un incapace poteva essere artista.
     
    Come l'avvento dello scooterone ha messo su due ruote ogni incapace non avrebbe mai osato comprare la moto. (il sito si chiama Ottani ecc... non posso non fare riferimenti ai motori, abbiate pazienza)
     
    Come l'invenzione miracolosa del rap, che ci ha regalato pietre miliari come i BeastyBoys, ha anche autorizzato orde di ciarlatani a diventare cantanti.  Me compreso in fase adolescenziale.
     
    Ecco una valanga di artisti. Ovviamente essendo l'arte uno di quei campi dove sembra possibile tener fuori l'obiettività, la loro "artisticità" è incontestabile.
     
    Ero, divevo, in quella mostra.
    Organizzata per piccoli loculi creativi.
     
    Molti di essi erano suggestivi, altri appaganti, altri strabilianti.
    C'erano stereotipi di uomo, ma tanti erano anche creativi a quella mostra.
    Artisti non so, ma creativi senz'altro.
     
    Altri loculetti artistici erano invece poco attraenti.
    Poco emozionanti.
     
    E la signora ammazzatutti?
    Ora ci arrivo.
     
    In uno di questi locali loculi lacunosi di leccornie, una serie di pitture apparentemente molto simili tra loro.
    La realizzatrice di tutto ciò era lì e aveva un vestito in tono coi suoi quadri.
     
    Io e il mio cugino sincero patafisico capiamo subito l'importanza dello stare ad ascoltarla.
     
    Ci spiega ben presto che tutte quelle tele molto simili, non sono poi tanto simili. Non convincendoci per altro.
    Ci spiega che le pitture hanno un senso cronologico e raccontano una storia.
    Interessante penso, allora cerco di osservarle dalla 1 alla 5, grazie ai provvidenziali numeretti apposti sotto ogni opera. Numeretti scritti in grassetto.
     
    Si ma, non vanno dalla 1 alla 5, per questioni logistiche di loculo, viste le diverse pezzature delle opere, l'ordine era qualcosa come 2-4-1-5-3. Qualcosa di cabalistico? No.
    Ovviamente si doveva, guardare a destra, poi alto, di nuovo destra, sinistra, sotto, di fronte.
     
    Va bene, non doveva infondo essere il sinottico di uno stabilimento di produzione di orsetti gommosi, con le sue logiche perfezionate.
     
    Supero la cosa e cerco di capire.
     
    La signora inizia un delirio verbale appassionato.
    Ci spiega che quei simboli apparentemente casuali e già visti, ma effettivamente già visti mille volte (ndr), fossero frutto di una attenta elucubrazione filosofica.
    Il mio cugino patafisico la precede su ogni punto togliendole le parole di bocca e lei ogni volta assume un espressione compiaciuta che dice "caspita sei molto molto sveglio".
    Io sogghigno.
     
    Finisce il suo lunghissimo racconto sempre cinta dal suo vestito intonato ai quadri.
    Sono disposto a leggere ciò che dice Magritte per spiegare il suo operato e ciò mi aiuta a comprendere.
    Non so se sono però disposto ad ascoltare una sconosciuta che non ha peso artistico raccontare le sue.
    L'ho vissuta però con piglio di guarda un bimbo che ti dice "ecco io disennnato castello co drago che fuoca di bocca".
     
    Fin qui tutto bene.
    Una signora lesionata racconta il suo operato creativo a altri due lesionati.
    Tutto bene finchè....
     
    "E' ASSURDO CHE NON ABBIANO FINANZIATO UNA ARTISTA COME ME PER TUTTO QUESTO"
     
    Qui la cosa cambia e la mia espressione diventa "mavafff...."
    Mio cugino annuisce e dice "certo.. si.."
     
    Questa signora ci ucciderà tutti. Fermatela.
     
    Base di partenza per evoluzioni future. Berritta non pervenuta.
     
    December 22

    Apatizzazioni, il famoso natale e la mancanza di spessore

    Da qualche giorno penso al mio laconico blog e mi riprometto di scrivere qualcosa.
    Di argomenti ne avrei parecchi e tutti piuttosto succulenti.
     
    Talvolta ho l'idea su un bell'argomento da trattare.
     
    Tal altra volta ho invece una voglia formale e spiritosa ma nessun argomento succulento.
     
    Quando queste due occasioni coincidono allora mi metto a scrivere.
     
    Ma oggi non ho ne l'una ne l'altra.
    Ho scoperto quasi contemporaneamente che dio e babbo natale non esistono.
    E' stata più dura per quanto concerne babbo natale perchè lui era panzone e buotempone.
    Inoltre portava regali e visto che quand'ero piccolo non si stava benissimo a livello di pecunia, ritenevo questo signore facoltoso un toccasana in periodi di recessione.
    Dio invece non portava regali e in più richiedeva presenze frequenti in chiese e catechismi.
     
    Ora rimane il Natale, ma privo del suo panzone portavoce.
    Però mi piace. Ha numerose lucine, colori caldi e signorine mammanatele minigonnate.
     
    E' bello discutere sulla futilità e superficialità del natale?
    Ma non penso la cosa sia in discussione, e non penso nemmeno differisca molto in quanto a trivialità da tanti altri giorni.
    Forse un po più triviale tipo del 14 marzo o del 7 novembre, ma non più di tanto.
    E poi ha le lucine, che spesso lampeggiano.
     
    Inoltre a natale mi reco a comprarmi il regalo.
    E' il più importante il regalo a me stesso perchè lo scelgo e lo incarto per bene, apposta per me.
    Poi mi stupisco per la sorpresa e mi dico "dai, non dovevi".
    Invece dovevo e come, perchè me lo merito, o almeno così mi son detto.
     
     
    Ma non voglio parlare del natale.
     
    Parliamo dell'amore?
    no dai, perchè ci capiremmo solo dopo mezz'ora, molti di voi inizierebbero a anteporvi il rapporto.
    Parlarmi di rapporto di coppia cercando di spiegare l'amore sarebbe come descrivermi il pacco del vostro regalo di Natale anzichè il regalo stesso.
     
    Ah, di nuovo il natale...
     
    Oppure perchè non parliamo della mancanza di stimoli? ...la crescita richiede vitamine e più si cresce più si ha fame e meno vitamine utili si trovano.
    Se ogni persona interessante fosse una vitamina io sarei pieno di grassi e zuccheri.
    Però deve pur esserci un arancia di persone da qualche parte?
    Forse in un ipotetico fosso..
    Non so ascoltare molto bene ma in compenso c'è poco di interessante da ascoltare. Veniamoci incontro.
    A natale sotto l'albero vorrei persone interessanti da ascoltare.
     
    ah ecco sono finito di nuovo nel natale, scusate.
     
    Ora non ho nemmeno più voglia di scrivere, quindi smetterò.
     
    Ma presto nuovi articoli favolosi.
     
    Certo anche questa novità del blog mi ha un po stancato. Ogni novità dura sempre meno tra le cose stimolanti.
    Forse non ho rispettato nemmeno il titolo.
     
    esempio di elementi atti a rendermi consumista.
    December 13

    Ti piace il Cinema? si, ma non vado spesso.

    Ti piace il cinema?
    Si, ma non vado spesso.
     
    Ho ricevuto risposte di questo genere mille volte e mille volte sono rimasto attonito per alcuni minuti.
    In genere subito dopo assumo un espressione che annuisce mordendomi le labbra e sollevando un sopraciglio.
     
    A quel punto l'interlocutore capisce che forse m'aspettavo una risposta d'altro tipo e prosegue "beh no però, appena ho un momento libero ci vado, mi piace"
     
    La cosa peggiora, il sopraciglio s'alza sempre più e il mio viso si fa preoccupato.
    L'interlocutore non sa che aggiungere per compiacermi, vorrebbe dirmi "che cazzo vuoi che vada a vivere al Warner?"
     
    Ma il punto è la fase evocativa della domanda.
    Decontestualizziamo la parola "Cinema" e proponiamocela.
    Che immagini evoca nella nostra testa?
     
    Da recenti studi condotti da me ieri sera, è stato appurato che l'umanità si divide in due categorie di persone, sorprendentemente posizionate ai reciproci antipodi e semplicemente in base al tipo di immagine evocato dal vocabolo "cinema".
     
    Ditevi "cinema" e aspettate dei secondi medio-lunghi.
     
    Se ciò che vi balza per la mente spontaneamente è una porzione di pellicola, un ciak, un pezzetto dei Blues Brothers, un pianosequenza di Barry Lyndon, il canuomo di Balle Spaziali, un back stage con intervista a un tizio che tiene un faretto, o anche il dannatissimo John Wayne che spara a un bisonte del cacchio... allora SI!
    siete della categoria "esseri umani" e fortunatamente avete mantenuto un briciolo di personalità e anche una porzione di mente che vi garantisce della dignità residua.
    Poi non sindaco (sennò avrei la fascia) sui livelli di cinematosità all'interno della categoria, davvero non importa, siate dei virtuosi del cinema indiano o degli amanti dei film tedeschi di rai2 (vorrei giusto sottolineare la grande maestria degli attori tedeschi..).
     
    Se invece, il manifestarsi del concetto "Cinema" vi trasporta col pensiero a una fila al botteghino, con intorno le lucine e i manifesti cartonati... siete fottuti.
    Promotori del: "vado al cinema per vedere che film mi faranno vedere" anzichè "vado al cinema perchè c'è quel film che vorrei vedere".
    Il cimema per voi è un luogo fisico e non un mondo onirico.
    Un negozio di popcorn con in aggiunta anche delle proiezioni di qualcosa.
    Allora se è così, appartenete alla categoria "consumatori" e per voi è finita.
    Il sistema è riuscito a bruciarvi i neuroni e siete diventati dei portafogli nella mani degli esperti marketing.
    Il vostro scopo è far girare l'econimia, e far girare le palle a me quando vedo che film dello stracacchio stanno producendo a causa vostra.
    Siete degli spenditori di denaro e avete senso solo in questo ruolo. La vostra volonta è collettiva e così siete un target facilmente dirigibile (mi risparmio battute su aeromobili ripieni di gas).
     
    Se la parola fosse stata "film", si poteva ancora discutere... a me per esempio fa venire in mente un "sottile strato di qualcosa"
     
    Persino su "pellicola" avrei potuto essere moderato, forse per alcuni di voi l'immagine evocata è un pollo avvolto nel trasparente.
     
    Ma su cinema no, non si può davvero.
    E' solo una verifica tra 1000 che si potrebbero fare per scoprire se siete dei consumatori e non delle persone.
    Per voi niente immagine di gabbiano in pellicola che vola con lucio Dalla in sottofondo che fa "bududabu budududà..".
     
    Non posso più salvarvi, è troppo tardi, mi spiace.
     
    Ci vediamo quando vorremo del "cinema" e quindi non ci incontreremo.
    E non ci incontreremmo mai comunque.
     
     
    esempio di trasmissione terapeutica.